Luce, ma anche buio.
rumore di penna
sabato 28 marzo 2026
Cose di Marzo
Luce, ma anche buio.
Mancanza di Cose
La vita invecchiando non si fa più semplice, ma più complicata. o forse è solo per chi, come me, vive al 70% nella sua testa. Fatto sta che, in questo turbine di problemi e preoccupazioni e incapacità di stare dietro a tutto, sento tanto la mancanza delle cose. Quelle con la C maiuscola. E' per questo che ricomincerò con le
mercoledì 19 marzo 2025
Specchi
Sono dimagrita e ho un nuovo taglio di capelli. Tuttavia la vecchiaia è sempre lì a ricordarmi che ci sarà sempre, e sempre di più, qualcosa di me che non va proprio come vorrei. Perché la vecchiaia è quando sai che in compagnia di persone più alte si vedrà la tua ricrescita e di quelle più basse il tuo collo, che comincia a ricordare quello di un tacchino. Solo lo specchio offuscato di casa ti consola: lì ti vedi alla tua stessa altezza e, a parte le rughe, ormai antiche confidenti, nulla può farti vedere come tutto sta cadendo a pezzi.
mercoledì 2 ottobre 2024
Dopo diciott'anni di onorato servizio, domani il divano arancione, che ci ha accompagnato in due case e ha resistito a una figlia e due gatti(già, non ho ancora parlato del nostro gatto Totoro, anch'esso arancione), verrà portato via per fare spazio a un altro sofà.
La malinconia è tanta, mia figlia (che fatica a staccarsi da tutto: da piccola teneva anche le etichette dei vestiti) ha anche pianto.
Nella foto si vedono, da sinistra: figlia di dieci anni ma che ne dimostra tredici in versione polpo, madre con faccia finto-buona ma che sta per grattare il fondo del barile della pazienza (abbiamo fatto la foto perchè A. non smetteva di miagolare), marito in pigiama che lotta contro il malessere dei 37.2 di febbre.
Insomma, caro divano, ti abbiamo scelto insieme, io e M., anche se il letto, una volta aperto, era la cosa più scomoda del mondo. Su di te restano le unghiate della Pippi e poi di Toto, delle macchie di pennarello mai andate via e qualcosa che dev'essere stato vomito smacchiato male o cibo, tutti regali di nostra figlia da piccola. I tuoi cuscini sono un po' scuciti, hai un odore poco piacevole e sei parzialmente sfondato, ma ho fatto delle meravigliose dormite estive su di te, soprattutto quando ero incinta.
Da quando A. è diventata così lunga, ogni volta che ci mettiamo a guardare la tv in tre è una lotta all'ultimo sangue per il dominio degli spazi. Lei non accetta di mettersi dritta e ci troviamo i suoi piedi in faccia.
Sei ancora bello e accogliente e io la capisco, sai, capisco perchè non voglia lasciarti. Se è così ci sarà un motivo, e il motivo sono io: la prima che fa fatica a lasciare andrare. Ma abbiamo diritto a cambiare.
Il nuovo divano sarà verde petrolio, più largo e soprattutto permetterà a ciascuno di noi di allungarsi in avanti, se lo vorrà. Temo un po' la seduta poco profonda, ma sono disposta a rischiare. Domani tornando da scuola lo troveremo lì, ad aspettarci.
Avrei preferito che lo prendesse un amico, per andarlo a trovare qualche volta, ma nessuno si prende la briga di venirsi a caricare un divano di due metri e mezzo.
Addio, dunque.
lunedì 13 maggio 2024
L'orto segreto
Oggi, dopo tanto tempo, ho dato una ripulita a quello che era una volta l'orto, il giardino.
Una vita concentrata sulla routine e cinghiali pressochè stanziali nel nostro terreno mi hanno fatto dimenticare di quello che mi faceva stare bene.
La terra, il lavoro, il tornare a casa stanca dopo aver trafficato al sole proprio attaccata a casa: improvvisamente mi è tornato alla mente che cosa, insieme alla scrittura, allevia le mie sofferenze, mi dà pace, un senso di compiutezza e dà un senso alle cose.
Ma c'è di più: coltivare la terra, lavorare, far crescere ortaggi, raccoglierli sono per me terapeutici in modo immediato e pratico. Mentre scrivere mi toglie i pensieri, li fa sciogliere e li riordina, sistemando la matassa che ho in testa aggrovigliata, l'orto, dalla progettazione alla fatica alla realizzazione è un atto creativo, anzi, procreativo.
Le fatiche danno risultati, danno compiutezza, concretizzazione di qualcosa, e questo non succede spesso nella scrittura.
Come oggi raccontavo ad Agata, che ha lavorato con me perchè è uscita da scuola piena di energie positive e voglia di stare all'aria aperta(domani infatti piove), uno dei miei sogni ricorrenti più belli e vividi è quello che ha a che fare con l'orto: apro la finestra (a volte è quella del bagno, che dà sul terreno, a volte quella di casa dei miei nonni o altra) e mi accorgo che il posto che mi ero dimenticata di avere, il mio vecchio orto dimenticato, ha dato dei frutti enormi, meravigliosi e vari; ogni suo angolo apparentemente selvatico ne è ricco e io sono così felice, estasiata, piena.
Chissà che direbbe uno psicologo di questo sogno. Forse spero che prima o poi quel qualcosa che c'è dentro di me e che soffoco da troppo tempo prima o poi venga alla luce e magari proprio inaspettatamente e in modo prorompente.
Nella mia immaginazione di bambina il mio libro preferito è sempre stato il giardino segreto, proprio nella parte in cui Mary trova la chiave e poi scopre non solo un giardino nascosto dai rampicanti, ma all'interno dello stesso giardino i fiori e i bulbi più belli sono solo coperti o soffocati, ma pronti a rifiorire nella loro sfolgorante bellezza.
sabato 11 maggio 2024
Maggio
E fu così che tornarono le rane, e con loro il caldo, le sere tiepide, il senso di libertà.
L'estate, con il fiume che scorreva piano; l'acqua più sottile che mormorava.
Niente mi dava pace e un senso di gratitudine come il gracidare di casa mia.
Finchè torneranno le rane, ci sarà sempre speranza, sempre possibilità di ritorni, di vita.
Di notti che cullano i sogni lenti.
Quando morirò, pensatemi in una sera di maggio, e lì mi troverete.
martedì 2 aprile 2024
A
Quest' uomo non è piaciuto il mio post.
Credo che riuscirò a sopravvivere.
Il mondo è pieno di possibilità e sono migliaia i modi di guardarlo. Oggi ne ho cambiati un paio, domani chissà.
Ora vado, che domani ricomincia la scuola.


