Se potessi vivere con la completa noncuranza di quello che gli altri pensano di me - e senza le necessarie conseguenze delle mie eventuali stranezze - credo che potrei apparire molto diversa da come mi si vede oggi.
Per prima cosa, smetterei di tingermi i capelli. La cosa mi ha decisamente stufato, ma temo sia l'estremo cambiamento, sia la fase di transizione da un colore all'altro. Capisco perchè molte ci hanno provato proprio durante il lockdown.
Probabilmente avrei anche il coraggio di avere i capelli più corti. Non rasati, quello no, ma decisamente più corti di adesso. Il che mi fa concludere che non sarebbe un gesto di mancata cura di me stessa, visto che dal parrucchiere non ci vado mai, ma proprio di libera espressione di me.
Gli uomini queste cose, queste decisioni, ho l'impressione non facciano molta fatica a prenderle, perchè sono meno condizionati da quel che dice la gente; questo pensiero mi porta a un altro, cioè al fatto che ora mi spiego perchè le donne, quando rimangono sole per tradimento o abbandono o per loro iniziativa facciano molta meno fatica degli uomini a ricominciare: probabilmente si sentono più libere di esprimersi senza temere di essere giudicate o non apprezzate, e infatti i nuovi inizi sono spesso accompagnati da un nuovo taglio - magari drastico, o una tinta azzardata - di capelli.
Tornando a quel che farei io, credo smetterei di depilarmi in estate. Avrei meno problemi ad andare in spiaggia in costume, sebbene l'età mi abbia permesso di ignorare i pensieri ostili sul mio corpo, concentrandomi sull'esperienza del mare piuttosto che sull'apparire.
Altra cosa, metterei solo ed esclusivamente vestiti comodi. Lo faccio già quasi sempre, ma il reggiseno è ancora una trappola mortale, così come le scarpe e i jeans (e infatti sono le tre cose che levo immediatamente entrando in casa). Penso che sceglierei un bel set di pigiami come mise per uscire: un modello per ogni occasione. Sai che goduria? Ammetto che qualche volta sono andata a fare la spesa senza reggiseno; certo, avevo il cappotto, ma l'ho sperimentato come un atto di ribellione libertaria. lo sapevo solo io, ma mi bastava.
In generale, credo sia comunque tutto legato all'apparire, ma fin da quando diventiamo ragazzine siamo circondate da modelli e aspettative che ci fanno strizzare, tirare, allargare, riempire, stringere, rinforzare, lisciare. Colpa degli uomini? Io non credo. Siamo la maggioranza, siamo quelle che generano tutti, che reggono il mondo nella sostanza. Se veramente lo volessimo tutte, ci libereremmo da quelle catene. Il fatto è che siamo noi stesse a crearcele, ognuna aderendo a pochi, miseri e squallidi modelli di alcuni uomini e poi imponendoli a se stesse e poi a tutte le altre come se fossero imperativi.
E mentre M. si taglia i capelli anche se gli diciamo tutti che sta male, si veste come vuole, si fa crescere peli lunghissimi sulle sopracciglia, va in giro col berretto e se lo toglie solo per dormire alla faccia della gente che lo guarda e sghignazza di nascosto, insomma dispone del suo corpo come un uomo (cioè al 100%), noi perdiamo la vista togliendoci con le pinzette l'ultimo pelo rimasto che fuoriesce dal costume.
Allora guardo quel quadro famoso, quello in cui la donna che rappresenta la libertà sta al di sopra di tutti, ha i pelazzi sotto le ascelle, i capelli scarmigliati e forse anche sporchi e le tette al vento e la invidio un po'. Lei sì che sapeva il fatto suo.
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